Il progetto prevede albergo, campi da golf e centro commerciale. Darà lavoro a 500 unità
Nasce il polo turistico di Rotondella. Investiti 200.000 di euro
ROTONDELLA Destagionalizzare il flusso turistico del sud Italia e non limitarsi alla sola stagione balneare. Sono le parole d'ordine da cui prende la mosse il progetto di resort turistico che interesserà il breve tratto di costa rotondellese, presentato martedì sera in sala consiliare dal soggetto proponente, un consorzio pubblico-privato che coinvolgerà capitali stranieri per un investimento di circa 200 milioni di euro.Proprio la destagionalizzazione potrebbe essere la carta vincente rispetto agli investimenti turistici che già interessano la costa jonica lucana, i cui limiti deriverebbero, appunto, da una operatività limitata al solo periodo balneare. «L'esclusivo turismo balneare nel sud Italia ha detto a chiare lettere Vito Labarile, amministratore delegato del consorzio è una scommessa perdente in partenza». Quale, dunque, la soluzione? «Per non limitarci a questo ha specificato Labarile sarà necessario integrare i vari comparti del turismo (sportivo, culturale e ambientale)». Non è casuale, infatti, che il progetto sia incentrato sulla potenziale attrattiva di due campi da golf e una darsena (un bacino navigabile dove sarà possibile sostare con imbarcazioni per tutti i mesi dell'anno). Si prevede, perciò, un funzionamento a pieno ritmo per almeno 8-10 mesi all'anno. Sarà centrale, inoltre, la testata urbana, in cui dovrebbero sorgere un grande albergo, un parco ludico-ricreativo, un'area di verde e una adibita all'edilizia residenziale. All'interno, oltre ai servizi essenziali, un centro commerciale e un supermercato di medie dimensioni. Altra novità, rispetto alle precedenti esperienze sulla costa jonica, dovrebbe essere una certa "apertura", anche architettonica, ai territori confinanti, in particolare Nova Siri Scalo.Premesse positive sembra avere, inoltre, l'aspetto ambientale, come ha sottolineato l'architetto Fedele Zaccara, incaricato per il Piano d'ambito foce del Sinni, pur precisando che il tutto dovrà essere comunque monitorato in corso d'opera. Il tipo di struttura non dovrebbe produrre impatti notevoli (i campi da golf sono comunque terreni verdi), né dovrebbero farlo le costruzioni, progettate a due o tre piani secondo una logica di bioedilizia. Il maggiore vantaggio, però, dovrebbe derivare dalla costruzione di una barriera subacquea per arginare il pericoloso fenomeno dell'erosione costiera. Prospettive allettanti non mancheranno neppure in relazione alla occupazione territoriale: si stimano, per adesso, circa 500 unità da impegnare nella sola area produttiva, senza calcolare quella amministrativa. Una corsia preferenziale, naturalmente, sarà riservata alle imprese locali nella fase di edificazione.Garantire simili privilegi al territorio sarà il compito dell'amministrazione comunale, già impegnata in una intensa attività di negoziazione con i privati. Si tratta di una autentica contrattazione, nella quale gli amministratori dovranno essere capaci di "vendersi" al prezzo più caro. Qualche patto, però, sembra essere già fatto: l'amministrazione dovrebbe spuntarla sulla conservazione di un tratto, piuttosto ampio, di spiaggia pubblica (sarà anche libera?) e sull'accordo per una percentuale (ancora da stabilire) di edilizia convenzionata. Si tratta, in pratica, della "conservazione" privilegiata di una parte di suolo edificabile, che permetterà ai cittadini di Rotondella di acquistare appartamenti con notevoli sgravi economici. Ma la più ghiotta contropartita dovrebbe essere rappresentata da un grosso finanziamento di recupero e valorizzazione del centro storico. La cifra di questo finanziamento è tutta da contrattare, ma pare che gli investitori abbiano già riempito di doni miliardari i centri che hanno ospitato in precedenza le loro opere. E' su questa base che si andrà a contrattare, con l'intento, sottolineato dall'architetto Amerigo Restucci, consulente dell'amministrazione comunale, «di non staccare lo sviluppo del mare da quello del centro storico». Insomma, tante belle prospettive, ma tutte da verificare. Si tratta ora di capire, in termini concreti, quale sarà il prezzo reale per il territorio e la comunità. E' la domanda emersa dai numerosi interventi del pubblico, che hanno espresso il naturale scetticismo di una comunità che non vuole svendersi dopo le numerose esperienze di cinico sfruttamento delle risorse lucane. Degno di interesse l'intervento di Felice Santarcangelo, rappresentante del sodalizio ambientalista No Scorie Trisaia, che ha ricordato il sequestro, nel 2003, di una discarica di rifiuti tossici proprio nell'area interessata. «Sarà ricoperta dall'erba verde dei campi da golf?» si è chiesto ironicamente Santarcangelo.