giovedì 29 marzo 2007

Ricerca e occupazioneWorkshop all'Enea

ROTONDELLA - "Quadro strategico nazionale e capitale umano: Centri di ricerca, università e imprese insieme per lo sviluppo, l'innovazione e la competitività del Sud".Questo il tema del workshop che si svolgerà domani mattina, presso il Centro Enea della Trisaia di Rotondella, con la partecipazione di illustri rappresentanti del mondo della ricerca e della pubblica amministrazione.I lavori saranno aperti alle ore 10.30 da Donato Viggiano, direttore del Centro Enea della Trisaia. Dalle 10.45 si susseguiranno gli interventi di Antonio Mario Tamburro, rettore dell'università della Basilicata; Corrado Petrocelli, rettore dell'università di Bari; Giovanni Latorre, rettore dell'università della Calabria; Giuseppe Moramarco, presidente vicario della Confindustria di Basilicata; Claudio Nuzzaci, presidente dell'Api di Matera; Carlo Chiurazzi, assessore alla Formazione della Regione Basilicata; Michele Errico, presidente della Provincia di Brindisi e Sergio Iritale, presidente della Provincia di Crotone.Alle ore 12 si aprirà il dibattito su: "Le politiche regionali per il capitale umano e l'innovazione", con gli interventi di Vito De Filippo, presidente della Regione Basilicata; Agazio Loiero, presidente della Regione Calabria e Gianfranco Viesti, presidente della Regione Puglia. Concluderà i lavori Luigi Paganetto, presidente dell'Enea e Filippo Bubbico, sottosegretario di Stato allo Sviluppo economico. Il Centro Enea è il più grande del Mezzogiorno, un polo multidisciplinare attrezzato per svolgere attività di ricerca e sviluppo in una grande varietà di settori: agrobiotecnologie, applicazioni laser, innovazione tecnologica per l'industria, fonti di energia rinnovabile, metrologia, monitoraggio ambientale, radioprotezione ecc.
FONTE: ilquotidianodellabasilicata.it

mercoledì 21 marzo 2007

Per la Settimana scientifica porte aperte all'Enea

ROTONDELLA - Anche quest'anno, da lunedì e fino domenica, l'Enea partecipa alla XVII edizione della Settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica promossa dal ministero dell'Università e della Ricerca. Il tema scelto per l'edizione 2007 è "La natura e la civiltà delle macchine". L'iniziativa si rivolge a tutti i cittadini ed in particolare agli studenti perchè diventino protagonisti di questo processo di partecipazione e sensibilizzazione nei confronti della scienza, per capirne l'impatto costante e rilevante che essa ha sul vivere quotidiano. In questa occasione, l'Enea apre al pubblico le porte dei propri laboratori per promuovere incontri, visite guidate e seminari, permettendo ai visitatori di conoscere da vicino i luoghi dove si svolgono le attività di ricerca più avanzate. Studenti ed insegnanti, ma anche cittadini interessati, potranno rivolgere domande agli esperti dell'Enea e ricevere materiale divulgativo. Il programma dettagliato delle manifestazioni che coinvolgono i centri di ricerca dell'Enea può essere consultato sul sito web dell'Enea: http://www.enea.it .Durante tutta la settimana verranno proposti seminari sulla fusione nucleare e sulle tecnologie laser, saranno organizzate visite guidate all'impianto Ftu- Frascati TokamakUpgrade e alla mostre "Laboratori in mostrae Realtà virtuale e grafica in Enea". Oggi è prevista la giornata Porte aperte al Centro Ricerche di Portici in località Granatello, provincia di Napoli. Su richiesta, incontri e visite guidate ai laboratori ed agli impianti.Domani e dopodomani sarà la volta del Centro Ricerche della Trisaia di Rotondella, con Porte Aperte e visite guidate ai laboratori e agli impianti.Ieri si è tenuto il seminario "Vedere la tecnologia", dedicato al laser e alle sue applicazioni, con visita guidata ai laboratori Laser; oggi è organizzato l'incontro: "Quale energia: dal sole all'idrogeno", giornata dedicata all'energia con visite ai laboratori ed impianti di biomasse e solare. Una buona occasione per toccare con mano gli effetti delle nuove tecnologie nella produzione di energia con tecniche alternative.

lunedì 19 marzo 2007

Un contratto fino a giugno per gli Lsu

Rotondella Il Comune presenterà un quesito ufficiale al Ministero per il via libera. Ok del sindacato
E' vicina una soluzione per i lavoratori a cui era scaduto il mandato
ROTONDELLA ­ Verso una possibile soluzione il caso degli ex Lsu. Non è risultato vano il loro gesto di protesta, messo in atto nei giorni scorsi davanti al municipio per manifestare contro il perenne stato di precarietà lavorativa. Era infatti scaduto da pochi giorni l'ennesimo contratto di collaborazione trimestrale con il comune di Rotondella e ancora una volta erano tornati a casa senza nessuna certezza per il futuro. Questa volta, però, la "routine" dei piccoli contratti rischiava di arrivare al capolinea, poiché si riteneva che la loro assunzione dovesse essere preceduta da un regolare bando pubblico. Le risorse economiche, insomma, non mancavano al comune (circa 73 mila euro all'anno), ma mancava la certezza di poterli assumere senza una pubblica selezione, da cui non per forza sarebbero usciti vincitori.Per chiarire la situazione il sindaco Vito Agresti ha convocato subito un tavolo con i sindacati. Erano presenti, oltre ai sei lavoratori interessati, Angelo Cotugno, segretario provinciale Cgil, e Marcella Conese, responsabile per la Funzione Pubblica dello stesso sindacato. In rappresentanza del comune, il sindaco Vito Agresti e l'assessore comunale Antonio Pastore. Non presenti, seppure invitati, gli altri sindacati provinciali.Positivo il parere della Cgil, che avrebbe assicurato gli amministratori sulla possibilità di assumere i lavoratori senza timori di irregolarità, come già avrebbero fatto altri Comuni del territorio. Molto probabile, perciò, che l'amministrazione possa stipulare con loro almeno un altro contratto fino al giugno 2007. Prima di attivarsi, però, gli amministratori si assicureranno della possibilità di stipulare il contratto con un quesito ufficiale da presentare al Ministero della Funzione Pubblica attraverso la mediazione dell'Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani). Se la risposta sarà positiva, secondo quanto ipotizzato dal sindacato, si procederà immediatamente. L'ennesimo contratto trimestrale, naturalmente, non risolverebbe il problema della precarietà lavorativa, ma almeno si avrebbe la certezza di poter prolungare senza problemi fino a quando saranno disponibili le risorse economiche. Il dato può essere confortante per i lavoratori, perchè difficilmente, anche negli anni successivi, una amministrazione comunale vorrà assumersi la responsabilità di "mandare a casa" sei padri di famiglia in un paese ridotto ormai a poche centinaia di abitanti. Perciò si continua a prolungare, in attesa di una qualche soluzione che possa arrivare anche da istituzioni sovracomunali, poiché quello di Rotondella non è certo l'unico caso. Proprio in questo senso, secondo il sindaco Agresti, qualche positiva novità potrebbe emergere dall'incontro che il prossimo 21 marzo si terrà a Roma tra il Ministro della Funzione Pubblica, Nicolai, e i sindacati confederati. In quella occasione, dove si discuterà dei fondi destinati alla stabilizzazione dei socialmente utili, potrebbe essere posto con forza anche il problema di questi particolari lavoratori, usciti dalla platea Lsu ma che si ritrovano ancora oggi senza un lavoro stabile.

giovedì 15 marzo 2007

«Scorie, mai il sito sotterraneo»

Accordo con una società francese per il ritrattamento. Fra 25 anni si valuterà il deposito in superficie
Assicurazione del ministro Bersani in commissione parlamentare
ROTONDELLA - Stoccaggio delle scorie nucleari: il ministro Bersani sgombra il campo da ogni dubbio sulla possibilità di individuare in Italia il Sito Unico sotterraneo.A darne notizia il senatore materano Salvatore Adduce ed il collega pugliese, Donato Piglionica, riportando i contenuti di un'audizione del ministro per lo Sviluppo economico, svoltasi lo scorso primo marzo presso la Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti. Alle domande di Adduce e Piglionica, il ministro, dopo aver escluso categoricamente la possibilità di realizzare un deposito geologico di rifiuti nucleari e radioattivi in Italia, ha ricordato che in seguito all'accordo intergovernativo la Sogin (Società per la gestione degli impianti nucleari) ha affidato, sulla base di una gara di appalto, ad una società francese, il ritrattamento del nostro combustibile nucleare. «E' chiaro -ha ricordato Bersani- che a conclusione del trattamento, tra 20-25 anni, il problema della definitiva allocazione dei rifiuti che torneranno dalla Francia sarà tutto nostro e solo nostro e noi dobbiamo trovarci preparati a risolverlo». E' noto a tutti ­ha proseguito il ministro- che i Paesi che hanno impianti nucleari (Francia, Spagna, Svezia, Germania), non hanno un sito geologico. In questo momento nessun Paese al mondo dispone di un sito geologico, nemmeno gli Stati Uniti. Tra il 1995 e il 2001 -ha aggiunto Bersani- si era messo in moto un meccanismo partecipativo con le Regioni secondo il principio di una democrazia efficiente che consulta, candida, sente, accetta suggerimenti e poi decide solo dopo aver esaurito la prima fase, altrimenti le decisioni non hanno legittimità». Dopo il 2001, invece, il Governo ha seguito un altro orientamento, facendo così peggiorare la situazione, come la vicenda Scanzano dimostra. Comunque, l'accordo con i francesi per il ritrattamento del combustibile nucleare negli ultimi mesi è stato portato a conclusione. «Però, questo accordo -prosegue Bersani- ci consegna tal quale l'esigenza di sistemare i rifiuti realizzando un deposito di superficie. Siamo impegnati a realizzare questa operazione sviluppando al massimo le relazioni internazionali concentrando la Sogin su una ricognizione della situazione in cui versano i diversi siti, sull'allestimento e investimento di piani si decommissioning, sulla cogestione di questo accordo con i francesi, sull'assistenza per la costruzione del sito. Abbiamo sottoscritto una intesa con gli Stati Uniti -ha sottolineato Bersani- al fine di partecipare alla ricerca sul nucleare di quarta generazione per non rimanere fuori da questo ambito». Il ministro, infine, ha escluso la possibilità di realizzare in Italia centrali nucleari considerato i costi e i tempi: «Non è una strada praticabile ma dobbiamo, invece, gestire gli esiti delle scelte nucleari precedenti».

martedì 13 marzo 2007

Protesta di 6 ex Lsu traditi da Sviluppo Italia

Rotondella Assorbiti con un progetto nel 2001, oggi rischiano la disoccupazione
ROTONDELLA ­ Ex Lsu di nuovo in mobilitazione a Rotondella, ma questa volta le intenzioni sembrano più serie.Infatti, già da ieri i lavoratori si sono stabiliti davanti al municipio per manifestare la loro precarietà, ma per oggi il loro portavoce, Carmine Manolio, ha annunciato un possibile blocco dell'attività degli uffici. Le ragioni del disagio sono sempre quelle: sei padri di famiglia costretti per anni a sbarcare il lunario con poche centinaia di euro. La loro è storia di precarietà, incertezza occupazionale, contratti annuali, poi semestrali, trimestrali, e adesso addirittura nulla più. Insomma, una vita a sperare che non arrivi mai la fine del mese, perché dal giorno successivo quelle poche centinaia di euro potrebbero non esserci più. Si tratta di: Pasquale Celano (56 anni), Carmine Manolio (44), Antonio Pitrelli (50), Mario Divincenzo (47), Francesco Santarcangelo (51) e Antonio Vittorio Laguardia (46). La loro già difficile condizione si aggravò nel 2001 quando, su proposta di SviluppoItalia, abbandonarono la platea degli Lsu per un contratto di collaborazione coordinata e continuativa con il Comune. Fu l'inizio dei guai, perché al termine di quel progetto si ritrovarono di nuovo senza lavoro, ma con una differenza: non erano più Lsu. Un dettaglio non irrilevante, perché da allora (e anche oggi) sono rimasti senza uno specifico status lavorativo che possa in qualche modo tutelarli: loro, sulla carta, sono lavoratori come tutti gli altri. Cominciarono così i "contratti-tampone" con l'Amministrazione comunale, che li ha assunti per anni come collaboratori semestrali e di recente addirittura trimestrali. Ma alla fine, dopo ogni trimestre, si ricominciava a sperare in un cambiamento. Questa volta, però, la storia potrebbe essere arrivata davvero al capolinea. Almeno questo è quello che temono i lavoratori, decisi a una forma di protesta più radicale, dopo che erano finiti nel nulla i numerosi tentativi di porre il problema a livello regionale o addirittura nazionale. Facili soluzioni, all'orizzonte, non se ne vedono. Se è infatti difficile sperare in un improbabile intervento extra-comunale, ugualmente precario sarebbe continuare con questi contratti temporanei. Che loro, probabilmente, non disdegnerebbero neppure, pur di portare a casa qualche soldo.Ma anche in questo caso si concluderebbe poco o nulla di concreto: altri tre mesi di prolungamento senza una chiara prospettiva di soluzione, che andrebbero a pesare su un bilancio striminzito come quello del comune jonico. E comunque ­come hanno spiegato più volte gli amministratori­ anche in presenza delle risorse economiche, non mancherebbero difficoltà sulla formula di assunzione, perché loro dal 2001 sono lavoratori come tutti gli altri e non avrebbero (sulla carta) alcun privilegio per una eventuale assunzione, né potrebbero essere assunti con rapporto fiduciario. L'unica soluzione, di cui si è parlato di recente, sarebbe quella di una azienda municipalizzata che andrebbe a rilevare queste maestranze. Una prospettiva possibile, ma difficile da realizzare e comunque proponibile tra non meno di un anno. E i lavoratori, naturalmente, non possono aspettare tanto.
FONTE: ilquotidianodellabasilicata.it

venerdì 9 marzo 2007

«Il Polo del mare un suicidio politico»

Rotondella La denuncia di "No scorie"
ROTONDELLA -­ Anche Rotondella diventa vittima e complice dei mega villaggi.E' il movimento No Scorie Trisaia a commentare come una sorta di "suicidio" politico-sociale il progetto di valorizzazione turistica della marina di Rotondella, presentato nei giorni scorsi da un consorzio di investitori nella sala consiliare del comune jonico. «In queste occasioni, a nessuno ­ critica il movimento in una nota ­ importa se il territorio sarà ipotecato per sempre o se il mare adiacente diventerà patrimonio per pochi».Ma oltre a questo, almeno altre due ragioni di carattere ambientale andrebbero a scongiurare la opportunità di un simile investimento (circa 200 milioni di euro).«Chi progetta il megavillaggio - recita la nota - sembra dimenticare che nella zona interessata esiste una discarica di cromoesavalente, sequestrata ben due volte dai carabinieri di Policoro (nell'estate 2003 e 2004) e che da allora si attende un pronunciamento della magistratura sull'inchiesta giudiziaria e la bonifica dell'intera area». «Ci chiediamo ­ continua No Scorie - se la stessa discarica sarà coperta dai campi golf, in modo da garantire agli ignari turisti un beneficio indotto come quello della cromoteria (ossia l'inalazione e l'ingestione di rifiuti tossici)». "Inoltre, la zona interessata ­ prosegue il comunicato - si trova a ridosso di una zona "sic zps" alla foce del fiume Sinni, che ingloba la condotta del centro Enea -Sogin, dove si sono verificati in passato alcuni incidenti nucleari, provocando l'intervento della magistratura. Sulla stessa condotta, recentemente, si sono verificate altre irregolarità denunciate al Tavolo della Trasparenza istituzionale. La condotta contaminata, in pratica, è stata trattata come una semplice condotta d'irrigazione. Pertanto, buona parte del tratto di mare interessato dal villaggio turistico non è accessibile al pubblico».Insomma, una situazione non del tutto sotto-controllo, che comunque non sembra spaventare gli investitori. Stupefacente, in proposito, è stata la totale ignoranza dei fatti relativi alla discarica in questione, manifestata nell'incontro di martedì dall'ingegner Vito Labarile, amministratore delegato del Consorzio di investimento!La situazione non sembra spaventare neppure, almeno per ora, amministratori e cittadini di Rotondella. Una valutazione che, secondo No Scorie, potrebbe rivelarsi improduttiva o addirittura dannosa per la comunità: «i cittadini di Rotondella aspirano ad una piccola casetta al mare o magari a creare il loro piccolo alberghetto o ristoro per i bagnanti, ma non comprendono che la mega struttura poco si concilia con i sogni di sviluppo e di occupazione (che per i villaggi appare limitata alla mansioni di lavapiatti e giardinieri). Riteniamo, quindi, che l'amministrazione comunale, prima di accettare proposte varie dei privati, debba confrontarsi apertamente con la cittadinanza». Le autorità politiche pensino prima alla salute dei cittadini, si assumano le proprie responsabilità per la tutela della salute pubblica e garantiscano per legge l'acceso al mare a tutti, prima di rilasciare eventuali licenze per nuovi megavillaggi».

giovedì 8 marzo 2007

Il mare non ha più stagioni

Il progetto prevede albergo, campi da golf e centro commerciale. Darà lavoro a 500 unità
Nasce il polo turistico di Rotondella. Investiti 200.000 di euro
ROTONDELLA ­ Destagionalizzare il flusso turistico del sud Italia e non limitarsi alla sola stagione balneare. Sono le parole d'ordine da cui prende la mosse il progetto di resort turistico che interesserà il breve tratto di costa rotondellese, presentato martedì sera in sala consiliare dal soggetto proponente, un consorzio pubblico-privato che coinvolgerà capitali stranieri per un investimento di circa 200 milioni di euro.Proprio la destagionalizzazione potrebbe essere la carta vincente rispetto agli investimenti turistici che già interessano la costa jonica lucana, i cui limiti deriverebbero, appunto, da una operatività limitata al solo periodo balneare. «L'esclusivo turismo balneare nel sud Italia ­ ha detto a chiare lettere Vito Labarile, amministratore delegato del consorzio ­ è una scommessa perdente in partenza». Quale, dunque, la soluzione? «Per non limitarci a questo ­ ha specificato Labarile ­ sarà necessario integrare i vari comparti del turismo (sportivo, culturale e ambientale)». Non è casuale, infatti, che il progetto sia incentrato sulla potenziale attrattiva di due campi da golf e una darsena (un bacino navigabile dove sarà possibile sostare con imbarcazioni per tutti i mesi dell'anno). Si prevede, perciò, un funzionamento a pieno ritmo per almeno 8-10 mesi all'anno. Sarà centrale, inoltre, la testata urbana, in cui dovrebbero sorgere un grande albergo, un parco ludico-ricreativo, un'area di verde e una adibita all'edilizia residenziale. All'interno, oltre ai servizi essenziali, un centro commerciale e un supermercato di medie dimensioni. Altra novità, rispetto alle precedenti esperienze sulla costa jonica, dovrebbe essere una certa "apertura", anche architettonica, ai territori confinanti, in particolare Nova Siri Scalo.Premesse positive sembra avere, inoltre, l'aspetto ambientale, come ha sottolineato l'architetto Fedele Zaccara, incaricato per il Piano d'ambito foce del Sinni, pur precisando che il tutto dovrà essere comunque monitorato in corso d'opera. Il tipo di struttura non dovrebbe produrre impatti notevoli (i campi da golf sono comunque terreni verdi), né dovrebbero farlo le costruzioni, progettate a due o tre piani secondo una logica di bioedilizia. Il maggiore vantaggio, però, dovrebbe derivare dalla costruzione di una barriera subacquea per arginare il pericoloso fenomeno dell'erosione costiera. Prospettive allettanti non mancheranno neppure in relazione alla occupazione territoriale: si stimano, per adesso, circa 500 unità da impegnare nella sola area produttiva, senza calcolare quella amministrativa. Una corsia preferenziale, naturalmente, sarà riservata alle imprese locali nella fase di edificazione.Garantire simili privilegi al territorio sarà il compito dell'amministrazione comunale, già impegnata in una intensa attività di negoziazione con i privati. Si tratta di una autentica contrattazione, nella quale gli amministratori dovranno essere capaci di "vendersi" al prezzo più caro. Qualche patto, però, sembra essere già fatto: l'amministrazione dovrebbe spuntarla sulla conservazione di un tratto, piuttosto ampio, di spiaggia pubblica (sarà anche libera?) e sull'accordo per una percentuale (ancora da stabilire) di edilizia convenzionata. Si tratta, in pratica, della "conservazione" privilegiata di una parte di suolo edificabile, che permetterà ai cittadini di Rotondella di acquistare appartamenti con notevoli sgravi economici. Ma la più ghiotta contropartita dovrebbe essere rappresentata da un grosso finanziamento di recupero e valorizzazione del centro storico. La cifra di questo finanziamento è tutta da contrattare, ma pare che gli investitori abbiano già riempito di doni miliardari i centri che hanno ospitato in precedenza le loro opere. E' su questa base che si andrà a contrattare, con l'intento, sottolineato dall'architetto Amerigo Restucci, consulente dell'amministrazione comunale, «di non staccare lo sviluppo del mare da quello del centro storico». Insomma, tante belle prospettive, ma tutte da verificare. Si tratta ora di capire, in termini concreti, quale sarà il prezzo reale per il territorio e la comunità. E' la domanda emersa dai numerosi interventi del pubblico, che hanno espresso il naturale scetticismo di una comunità che non vuole svendersi dopo le numerose esperienze di cinico sfruttamento delle risorse lucane. Degno di interesse l'intervento di Felice Santarcangelo, rappresentante del sodalizio ambientalista No Scorie Trisaia, che ha ricordato il sequestro, nel 2003, di una discarica di rifiuti tossici proprio nell'area interessata. «Sarà ricoperta dall'erba verde dei campi da golf?» si è chiesto ironicamente Santarcangelo.