mercoledì 9 gennaio 2008

«Risarcimento, non compenso»

«La presenza dei rifiuti radioattivi ha danneggiato Rotondella, non dobbiamo tenerli e prendere soldi» - Nucleare, il parere di Felice Santarcangelo di “No Scorie”

ROTONDELLA - Sarà la “democrazia partecipata” a decidere come saranno spesi i 2,8 milioni di euro destinati a Rotondella per la presenza del centro Itrec di Trisaia. E' la linea scelta dall'Amministrazione comunale, che ha già raccolto le prime proposte in un incontro pubblico. A questo primo appuntamento faranno seguito altri incontri a tema per le diverseare e di intervento. Ma qualcuno non è d'accordo,sia nella sostanza che nella forma.«Ma che compensazione -sbotta Felice Santarcangelo, rappresentante dell'associazione ambientalista “No Scorie Trisaia”- qui c'è da risarcire un danno».In effetti, presa alla lettera, l'affermazione non è infondata. “Compenso” è il premio che si offre a chi decide di svolgere unc ompito, non certo a chi subisce un danno, che invece va risarcito. Ma quali sarebbero questi danni? 1. Lo spopolamento della cittadina, che ha visto precluso lo sviluppo al mare con nuovi Piani regolatori (da 8000 abitanti negli anni sessanta ne contiamo neanche 3000 nel 2000 con uno spopolamento del 60%). 2. I danni all'agricoltura, in cui la denominazione di qualità (doc o dop) delle albicocche rischia di non arrivare anche per colpa del nucleare. 3. Il turista che non si ferma perché scopre che esiste un cimitero nucleare in zona, ha paura delle radiazioni e soggiorna altrove. 4. Tutte quelle persone invisibili che hanno perso i propri cari per le malattie non documentate dalle indagini epidemiologiche spesso evase dalle nostre istituzioni. E cosa pensa di questa forma di “democrazia partecipata”? «La democrazia partecipata, se fosse reale, dovrebbe essere applicata in tutte le fasi gestionali dell'Amministrazione, soprattutto per la questione nucleare ed ambientale, per il mega villaggio progettato a mere, opere, servizi ecc. Aggiungo, in proposito, che l'Amministrazione non ha mai risposto a una richiesta di No scorie per creare un Tavolo di sostenibilità ambientale aperto alle associazioni, partiti e cittadini, in cui discutere le questioni che interessano lo sviluppo e la tutela del territorio». Secondo voi, dunque, quale è la strada?«E' importante cominciare a tutelarci da un punto di vista della sicurezza e della salute pubblica. Prima della “polpetta avvelenata” delle compensazioni, grazie a Mario Dimatteo (purtroppo defunto), il Comune si era impegnato a effettuare un biomonitoraggio sul territorio (del costo di poche migliaia di euro) e a seguire con uno scienziato di fiducia le operazioni di decommissioning. Cominciamo, dunque, a farci pagare i danni (non a farci compensare), per il nucleare (non voluto dai cittadini) e mandiamo via le barre di Elk River e i rifiuti del loro riprocessamento. Il sindaco dichiarò pubblicamente (in un faccia a faccia di campagna elettorale)che non avrebbe mai accettato altre scorie a Rotondella in cambio di posti di lavoro e soprattutto di compensi. Stupisce, però, che l'Amministrazione non abbia deliberato nel consiglio comunale un ordine del giorno per la restituzione agli Usa delle barre di Elk River della Trisaia, come richiesto dai Movimenti antinucleari del Metapontino, dalla Cia e dalla Coldiretti, anche se si tratta solo di un atto formale. Intende forse mantenere le barre e quindi il sito per ottenere le cosiddette compensazioni? L'Amministrazione è consapevole che rischia il sito unico provvisorio-definitivo previsto ancora dal decreto Marzano? Sembra troppo facile chiedere il sito unico agli altri, quando le comunità non lo vogliono e sarà difficile realizzarlo(come a Scanzano) e invece si rischia di tirarcelo addosso a causa della presenza delle barre di Elk River, della normativa vigente, e del fatto che i nuclearisti non hanno mai spostato l'attenzione dalla Basilicata. L'Amministrazione, inoltre, non parla più di riconversione del centro(dopo l'allontanamento delle barre e la sua decontaminazione)in facoltà universitarie o attività produttive o in un centro per l'idrogeno. Anche se dichiarano tutti di essere contro il nucleare, neppure parlamentari lucani e la Regione Basilicata hanno fatto qualcosa per realizzare una riconversione del Centro in attività utili al territorio.

FONTE: Il Quotidiano della Basilicata

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