venerdì 14 marzo 2008

I rifiuti e l’Enea: «E se diventano un’altra forma di ricchezza?»

Valorizzare a fini energetici e ridurre al minimo gli scarti da avviare in discarica
ROTONDELLA. Valorizzare i rifiuti a fini energetici e per ricavarne materiali riducendo al minimo gli scarti da avviare in discarica. E ciò in accordo con partner industriali. È la linea di ricerca sul trattamento dei rifiuti condotta all’Enea della Trisaia da un apposito gruppo di studio. Ed i risultati sono concreti. «Nella prossima settimana - ha annunciato il direttore del centro, Donato Viggiano - firmeremo un accordo con Alenia (del gruppo Finmeccanica) per il recupero delle fibre di amianto dagli aerei in demolizione». Si tratta di uno degli esempi di come i rifiuti possono diventare una risorsa sconfiggendo, nel contempo, la “sin - drome Campania”, vale a dire la paura di ritrovarsi con l’immondizia per le strade per le discariche stracolme. «Le attività che abbiamo in sviluppo - ha spiegato l’ing. Giacinto Cornacchia, dirigente della Sezione processo e tecnologie nel trattamento dei rifiuti - mirano al riciclo degli scarti della nostra vita quotidiana e produttiva». Studiate anche come valorizzare i rifiuti solidi urbani? «Studiamo l’utilizzo del cdr (combustibile derivato dai rifiuti) come fuoriesce, sotto forma di “ecoballe”, dagli impianti che lo producono separandolo dalla parte pesante (vetro ed altri inerti) e da quella organica. Sviluppiamo tecnologie per la sua termovalorizzazione mirando a recuperare oli e gas combustibili e carboni. Con l’impresa Mida, di Crotone, stiamo già provando i processi di produzione di gas combustibile da un impianto parallelo alla produzione di cdr». A Rotondella, però, un’altra linea di ricerca riguarda la valorizzazione dei pneumatici usati. Studi condotti in collaborazione con la Sicav, di Gissi (Chieti). «Ad oggi - ha continuato il nostro interlocutore - il 70 per cento di queste gomme finisce in discarica. Poche le imprese che le inceneriscono sviluppando gas caldi per produrre corrente elettrica e residui con zinco per nuovi pneumatici. Qui cerchiamo di sperimentare tecnologie, tramite la pirolisi (scissione ad alta temperatura, 500-700 gradi, in assenza di ossigeno), per recuperare gas combustibili, oli liquidi e carboni». Alla Trisaia, infine, si studia come valorizzare altre matrici come il pvc (ridurre il suo contenuto in cloro), le biomasse, i pezzi di demolizioni di aerei e di auto (come le Ferrari) contenenti fibre di carbonio. Fibre resistentissime e leggerissime che costano 100 euro al kg e che sono prodotte da poche aziende al mondo, tra cui nessuna italiana. «Col nostro processo di termovalorizzazione - ha concluso Cornacchia - le recuperiamo. Da qui l’accordo con Alenia, che a Grottaglie produce le fusoliere degli aerei della Boeing. Così, ci inseriremo nella filiera aeronautica e, anche se siamo ancora agli albori nell’utilizzo di queste fibre nel settore, in quella automobilistica. C'è da dire, infine, che il “Progetto fibre di carbonio”, il cui brevetto è stato già registrato, è stato finanziato dalla Regione ed ha avuto come partner privato l’industria Karborek » .
FONTE: La Gazzetta del Mezzogiorno

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