venerdì 14 marzo 2008

Storie di barre arrivate dagli Usa ecco perchè, lo spiega la Sogin

Ma rimane ferma la volontà dei lucani di liberarsi di quel fardello

ROTONDELLA . Ecco i motivi del perché le barre di Elk River, arrivate in Basilicata dalla centrale atomica del Minnesota (Usa) alla fine degli anni ‘60, sono rimaste nell’impianto Itrec della Trisaia. Li elenca la Sogin, la spa di proprietà del ministero del Tesoro, cui il Governo ha affidato il compito di riportare a “prato verde” i siti nucleari, dopo gli articoli pubblicati il 9 marzo sulla situazione nell’impianto rotondellese. «Sogin - si legge nella precisazione - si affida alle più avanzate tecnologie industriali ed al rispetto degli standard internazionali nella sua attività di dismissione dell’impianto. Tutte le nostre attività sono autorizzate dagli organi di controllo che sovrintendono al mantenimento in sicurezza dell’impianto ed allo svolgimento delle attività di decommissioning (smantellamento, ndr). Sogin, altresì, custodisce nella massima sicurezza i 64 elementi di Elk River che non possono seguire la via del riprocessamento perché non esistono nel mondo impianti industriali in grado di ritrattare il combustibile uranio-torio. Tali elementi arrivarono a Rotondella dopo la stipula di un contratto tra l’Usaec (United States atomic energy commission) ed il Cnen (Comitato nazionale per l’energia nucleare). Il contratto era finalizzato a condurre ricerche sui processi di ritrattamento e rifabbricazione del ciclo uranio-torio. Nel 1973, l’Usaec, non ritenendo più interessante tale collaborazione, propose di lasciare al Cnen le 64 barre. Il Cnen controfirmava la proposta statunitense divenendo proprietario del combustibile uranio-torio. Il referendum del 1987 non ha alcuna correlazione con la vicenda delle barre di Elk River». Ma ora cosa si può fare perché i 64 elementi siano trasferiti altrove? «Sogin mantiene l’impegno a ricercare e a supportare ogni iniziativa che dovesse prospettarsi per il trasferimento delle barre. Al riguardo, ha già commissionato la realizzazione di due cask (cilindri metallici, ndr) abilitati sia allo stoccaggio sia al trasporto in grado di ospitare 32 elementi ciascuno».

FONTE: La Gazzetta del Mezzogiorno

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