lunedì 12 maggio 2008

Rotondella, analisi a freddo del voto

Il risultato delle ultime elezioni politiche fornisce indicazioni di rilievo sul piano locale

ROTONDELLA - A Rotondella il voto delle politiche si è rivelato in linea con il trend nazionale, ma non ha mancato di fornire qualche indicazione di rilievo sul piano locale. Forse anche in vista delle prossime elezioni comunali, in programma per la primavera del 2009. Il primo dato interessante è la sconfitta, difficilmente prevedibile, del Pd. In pochi, infatti, avrebbero scommesso sul sorpasso del Pdl, né tanto meno su uno scarto così rilevante: 737 voti alla Camera contro i 550 del partito di Veltroni! Infatti il Pdl, se escludiamo i Circoli della Libertà di Rudy Marranchelli e la ex sezione di An, non si distingue certo per un forte radicamento sul territorio. Diverso è il discorso per il Pd, che rappresenta una realtà politica ben più rilevante, capace di fare presa sul territorio e di coinvolgere anche molti giovani. Difficilmente, perciò, si spiega l'esito delle urne, se non con un forte senso di sfiducia per la proposta di Veltroni e di chi, sul territorio, se ne è fatto latore.
Che questo risultato non possa essere lo stimolo per la creazione di una più stabile e radicata realtà di centrodestra sul territorio? Anche con un eventuale risvolto di candidatura per le prossime comunali? Chissà…. A Rotondella, come è noto, il centrodestra non presenta da anni una lista cosiddetta “politica”, facendosi rappresentare da più o meno trasversali coalizioni civiche. Troppo alto il divario elettorale col centrosinistra. Nell'ultima tornata, per esempio, il gruppo di Vito Agresti riuscì a battere l'Ulivo proprio grazie al contributo sostanziale del circolo Pio Latorre, oggi “trasformatosi” nella sezione di Rifondazione Comunista. E qui il caso non è diverso da quello del Pd. La sezione di Rc appare viva e presente sul territorio, ma il disastroso esito delle urne (appena 57 voti alla Camera per L'Arcobaleno) lascia spazio a qualche riflessione. Degni di nota anche gli 81 voti per l'Udc (5%), che fanno riferimento a una rappresentanza ideale più che territoriale e il consenso intorno alla lista Di Pietro (73 voti), che ha potuto giovarsi del sostegno di alcuni esponenti politici del territorio, non ultimo l'assessore comunale Antonio Dimatteo. Interessanti anche i 42 voti per La Destra di Storace, su cui ha pesato la presenza di un candidato locale, seppur di bandiera.
FONTE: Il Quotidiano della Basilicata

Il Pd guarda ai giovani e apre uno spazio sul web

ROTONDELLA - L'esperienza politica più attiva, quella più riconoscibile sul piano della presenza sociale, è senz'altro rappresentata dalla sezione del Pd. Una realtà nuova, ricca di idee, che fa della partecipazione giovanile la sua arma principale. Alla nuova generazione appartiene anche la nuova segretaria cittadina, Donatella Negro, eletta nei mesi scorsi con voto unanime, a testimonianza dello storico “clima di pace” del Pd di Rotondella. “Avremo una grande attenzione verso i giovani - ha dichiarato la Negro - come abbiamo già dimostrato con l'enorme ricambio generazionale del nuovo direttivo”.
Nello stesso clima di unanimità si è celebrata, in periodo elettorale, l'inaugurazione della nuova sezione del Pd (nei locali della ex sezione Ds) intitolata al compianto Carlo Stigliano, che tanto si spese per la costituzione di un centrosinistra unito in ambito locale e regionale. Ultima novità la realizzazione di un sito web aperto alla partecipazione pubblica. L'indirizzo è http://www.rotondellapd.netsons.org
FONTE: Il Quotidiano della Basilicata

martedì 15 aprile 2008

Risultati elettorali Senato e Camera - Come hanno votato i rotondellesi

Elezione del Senato della Repubblica del 13 - 14 aprile 2008
Percentuale votanti 72,693 % (1.458 voti)

SILVIO BERLUSCONI - IL POPOLO DELLA LIBERTA'
Voti 619 (42,455 % )
MOVIMENTO PER L'AUTONOMIA ALL.PER IL SUD
Voti 8 (0,548 % )
Totale Coalizione
Voti 627 (43,004 % )
WALTER VELTRONI - PARTITO DEMOCRATICO
Voti 506 (34,705 % )
DI PIETRO - ITALIA DEI VALORI
Voti 89 (6,104 % )
Totale Coalizione
Voti 595 (40,809 % )
PIER FERDINANDO CASINI - UNIONE DI CENTRO
Voti 64 (4,389 % )
ANTONIO POTENZA - POPOLARI UNITI
Voti 55 (3,772 % )
FAUSTO BERTINOTTI - LA SINISTRA L'ARCOBALENO
Voti 52 (3,566 % )
DANIELA GARNERO SANTANCHE' - LA DESTRA - FIAMMA TRICOLORE
Voti 28 (1,920 % )
FLAVIA D'ANGELI - SINISTRA CRITICA
Voti 15 (1,028 % )
MARCO FERRANDO - PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI
Voti 9 (0,617 % )
STEFANO MONTANARI - PER IL BENE COMUNE
Voti 6 (0,411 %)
STEFANO DE LUCA - P.LIBERALE ITALIANO
Voti 4 (0,274 % )
BRUNO DE VITA - UNIONE DEMOCRATICA PER I CONSUMATORI
Voti 3 (0,205 % )

Candidati eletti in Basilicata
PARTITO DEMOCRATICO : LA TORRE NICOLA, BUBBICO FILIPPO, CHIURAZZI CARLO.
DI PIETRO ITALIA DEI VALORI : BELISARIO FELICE.
IL POPOLO DELLA LIBERTA' : VICECONTE GUIDO WALTER CESARE, DIGILIO EGIDIO, LATRONICO COSIMO.

Elezione della Camera dei Deputati del 13 - 14 aprile 2008
Percentuale votanti 72,693 % (1.458 voti)

SILVIO BERLUSCONI - IL POPOLO DELLA LIBERTA'
Voti 737 (45,747 %)
MOVIMENTO PER L'AUTONOMIA ALL.PER IL SUD
Voti 7 (0,434 % )
Totale Coalizione
Voti 744 (46,182 % )
WALTER VELTRONI - PARTITO DEMOCRATICO
Voti 550 (34,140 % )
DI PIETRO - ITALIA DEI VALORI
Voti 73 (4,531 % )
Totale Coalizione
Voti 623 (38,671 % )
PIER FERDINANDO CASINI - UNIONE DI CENTRO
Voti 81 (5,027 % )
FAUSTO BERTINOTTI - LA SINISTRA L'ARCOBALENO
Voti 57 (3,538 % )
DANIELA GARNERO SANTANCHE' - LA DESTRA - FIAMMA TRICOLORE
Voti 39 (2,420 % )
ENRICO BOSELLI - PARTITO SOCIALISTA
Voti 29 (1,800 % )
FLAVIA D'ANGELI - SINISTRA CRITICA
Voti 12 (0,744 % )

Candidati eletti in Basilicata
PARTITO DEMOCRATICO : MARGIOTTA SALVATORE, LUONGO ANTONIO, ZAMPARUTTI ELISABETTA, RUSSILLO SALVATORE.
IL POPOLO DELLA LIBERTA' : BERLUSCONI SILVIO, FINI GIANFRANCO, LAMORTE DONATO.

ESPRIMI LA TUA OPINIONE SUL FORUM DI ROTONDELLA


FONTE: http://politiche.interno.it/

venerdì 14 marzo 2008

Storie di barre arrivate dagli Usa ecco perchè, lo spiega la Sogin

Ma rimane ferma la volontà dei lucani di liberarsi di quel fardello

ROTONDELLA . Ecco i motivi del perché le barre di Elk River, arrivate in Basilicata dalla centrale atomica del Minnesota (Usa) alla fine degli anni ‘60, sono rimaste nell’impianto Itrec della Trisaia. Li elenca la Sogin, la spa di proprietà del ministero del Tesoro, cui il Governo ha affidato il compito di riportare a “prato verde” i siti nucleari, dopo gli articoli pubblicati il 9 marzo sulla situazione nell’impianto rotondellese. «Sogin - si legge nella precisazione - si affida alle più avanzate tecnologie industriali ed al rispetto degli standard internazionali nella sua attività di dismissione dell’impianto. Tutte le nostre attività sono autorizzate dagli organi di controllo che sovrintendono al mantenimento in sicurezza dell’impianto ed allo svolgimento delle attività di decommissioning (smantellamento, ndr). Sogin, altresì, custodisce nella massima sicurezza i 64 elementi di Elk River che non possono seguire la via del riprocessamento perché non esistono nel mondo impianti industriali in grado di ritrattare il combustibile uranio-torio. Tali elementi arrivarono a Rotondella dopo la stipula di un contratto tra l’Usaec (United States atomic energy commission) ed il Cnen (Comitato nazionale per l’energia nucleare). Il contratto era finalizzato a condurre ricerche sui processi di ritrattamento e rifabbricazione del ciclo uranio-torio. Nel 1973, l’Usaec, non ritenendo più interessante tale collaborazione, propose di lasciare al Cnen le 64 barre. Il Cnen controfirmava la proposta statunitense divenendo proprietario del combustibile uranio-torio. Il referendum del 1987 non ha alcuna correlazione con la vicenda delle barre di Elk River». Ma ora cosa si può fare perché i 64 elementi siano trasferiti altrove? «Sogin mantiene l’impegno a ricercare e a supportare ogni iniziativa che dovesse prospettarsi per il trasferimento delle barre. Al riguardo, ha già commissionato la realizzazione di due cask (cilindri metallici, ndr) abilitati sia allo stoccaggio sia al trasporto in grado di ospitare 32 elementi ciascuno».

FONTE: La Gazzetta del Mezzogiorno

I rifiuti e l’Enea: «E se diventano un’altra forma di ricchezza?»

Valorizzare a fini energetici e ridurre al minimo gli scarti da avviare in discarica
ROTONDELLA. Valorizzare i rifiuti a fini energetici e per ricavarne materiali riducendo al minimo gli scarti da avviare in discarica. E ciò in accordo con partner industriali. È la linea di ricerca sul trattamento dei rifiuti condotta all’Enea della Trisaia da un apposito gruppo di studio. Ed i risultati sono concreti. «Nella prossima settimana - ha annunciato il direttore del centro, Donato Viggiano - firmeremo un accordo con Alenia (del gruppo Finmeccanica) per il recupero delle fibre di amianto dagli aerei in demolizione». Si tratta di uno degli esempi di come i rifiuti possono diventare una risorsa sconfiggendo, nel contempo, la “sin - drome Campania”, vale a dire la paura di ritrovarsi con l’immondizia per le strade per le discariche stracolme. «Le attività che abbiamo in sviluppo - ha spiegato l’ing. Giacinto Cornacchia, dirigente della Sezione processo e tecnologie nel trattamento dei rifiuti - mirano al riciclo degli scarti della nostra vita quotidiana e produttiva». Studiate anche come valorizzare i rifiuti solidi urbani? «Studiamo l’utilizzo del cdr (combustibile derivato dai rifiuti) come fuoriesce, sotto forma di “ecoballe”, dagli impianti che lo producono separandolo dalla parte pesante (vetro ed altri inerti) e da quella organica. Sviluppiamo tecnologie per la sua termovalorizzazione mirando a recuperare oli e gas combustibili e carboni. Con l’impresa Mida, di Crotone, stiamo già provando i processi di produzione di gas combustibile da un impianto parallelo alla produzione di cdr». A Rotondella, però, un’altra linea di ricerca riguarda la valorizzazione dei pneumatici usati. Studi condotti in collaborazione con la Sicav, di Gissi (Chieti). «Ad oggi - ha continuato il nostro interlocutore - il 70 per cento di queste gomme finisce in discarica. Poche le imprese che le inceneriscono sviluppando gas caldi per produrre corrente elettrica e residui con zinco per nuovi pneumatici. Qui cerchiamo di sperimentare tecnologie, tramite la pirolisi (scissione ad alta temperatura, 500-700 gradi, in assenza di ossigeno), per recuperare gas combustibili, oli liquidi e carboni». Alla Trisaia, infine, si studia come valorizzare altre matrici come il pvc (ridurre il suo contenuto in cloro), le biomasse, i pezzi di demolizioni di aerei e di auto (come le Ferrari) contenenti fibre di carbonio. Fibre resistentissime e leggerissime che costano 100 euro al kg e che sono prodotte da poche aziende al mondo, tra cui nessuna italiana. «Col nostro processo di termovalorizzazione - ha concluso Cornacchia - le recuperiamo. Da qui l’accordo con Alenia, che a Grottaglie produce le fusoliere degli aerei della Boeing. Così, ci inseriremo nella filiera aeronautica e, anche se siamo ancora agli albori nell’utilizzo di queste fibre nel settore, in quella automobilistica. C'è da dire, infine, che il “Progetto fibre di carbonio”, il cui brevetto è stato già registrato, è stato finanziato dalla Regione ed ha avuto come partner privato l’industria Karborek » .
FONTE: La Gazzetta del Mezzogiorno

venerdì 8 febbraio 2008

Corso Garibaldi: i lavori sono bloccati

Ma la ditta non si è ancora ritirata formalmente

ROTONDELLA – I lavori in corso Garibaldi sono bloccati. Da circa quaranta giorni non si vedono i macchinari e il personale impegnati per la riqualificazione, che la ditta aggiudicataria dovrebbe (o avrebbe dovuto) concludere entro il mese di aprile.Il fatto, come prevedibile, ha avuto un forte impatto sulla psicologia collettiva degli abitanti. Il corso Garibaldi, si sa, è il punto più vissuto del centro collinare: luogo di passeggio per i giovani e luogo di sosta per gli anziani. Non senza ragione, perciò, la sua chiusura per lavori aveva provocato dubbi e disagi, ma questa nuova sospensione sta producendo sentimenti in ansia e scetticismo. Si teme, insomma, un blocco pluriennale del tratto di strada.Ma cosa è successo, concretamente? Questi i fatti. La ditta aggiudicataria, con sede a Potenza, avrebbe sospeso i lavori da un giorno all’altro, senza fornire alcun tipo di comunicazione. Sollecitata dal comune a fornire spiegazioni, avrebbe garantito il prosieguo delle attività. Ad oggi, però, tutto è rimasto fermo.E’ per questo che il comune, anche attraverso la direzione dei lavori, ha più volte sollecitato la ripresa, intimando la rescissione del contratto di aggiudicazione. Rescissione che però, a norma di legge, non può essere imposta prima della data di consegna dei lavori.Formalmente, insomma, la ditta può decidere come e quando lavorare, purché sia in grado di consegnare i lavori per la data fissata come termine, in questo caso il mese di aprile.In concreto, però, sembra difficile, a questo punto, che si possa seguire un adeguato “cronoprogramma” di svolgimento dei lavori. Si dice preoccupato Antonio Dimatteo, assessore comunale ai Lavori Pubblici, che chiarisce: “Contrariamente a quanto si dice in paese – spiega – la ditta non si è formalmente ritirata. Siamo comunque preoccupati per la situazione e proprio per questo ci siamo già attivati per esercitare la massima pressione nei confronti della ditta, attraverso il nostro ufficio tecnico, che sta affrontando la vicenda con grande competenza. Attendiamo fiduciosi la ripresa dei lavori, ma non possiamo accettare passivamente questa situazione di stallo, anche perché dobbiamo presto appaltare il secondo lotto dei lavori”. Stessa linea ferrea da parte del sindaco Vito Agresti: “Corso Garibaldi è troppo importante per la vita del centro e non può rimanere bloccato a lungo”.La stessa preoccupazione è condivisa anche dall’opposizione, che sulla vicenda ha presentato un’interrogazione per il prossimo consiglio comunale. Rimane comunque in dubbio il motivo della sospensione. Sono state fatte, in proposito, tante supposizioni: cattivi rapporti dell’azienda con la direzione dei lavori, cattivi rapporti con l’ente appaltante, problemi legati al progetto, mancanza di strumenti e competenze. Tutte queste, però, sono solo ipotesi, che solo una comunicazione ufficiale della ditta potrà chiarire.

FONTE: Il Quotidiano della Basilicata

mercoledì 9 gennaio 2008

«Risarcimento, non compenso»

«La presenza dei rifiuti radioattivi ha danneggiato Rotondella, non dobbiamo tenerli e prendere soldi» - Nucleare, il parere di Felice Santarcangelo di “No Scorie”

ROTONDELLA - Sarà la “democrazia partecipata” a decidere come saranno spesi i 2,8 milioni di euro destinati a Rotondella per la presenza del centro Itrec di Trisaia. E' la linea scelta dall'Amministrazione comunale, che ha già raccolto le prime proposte in un incontro pubblico. A questo primo appuntamento faranno seguito altri incontri a tema per le diverseare e di intervento. Ma qualcuno non è d'accordo,sia nella sostanza che nella forma.«Ma che compensazione -sbotta Felice Santarcangelo, rappresentante dell'associazione ambientalista “No Scorie Trisaia”- qui c'è da risarcire un danno».In effetti, presa alla lettera, l'affermazione non è infondata. “Compenso” è il premio che si offre a chi decide di svolgere unc ompito, non certo a chi subisce un danno, che invece va risarcito. Ma quali sarebbero questi danni? 1. Lo spopolamento della cittadina, che ha visto precluso lo sviluppo al mare con nuovi Piani regolatori (da 8000 abitanti negli anni sessanta ne contiamo neanche 3000 nel 2000 con uno spopolamento del 60%). 2. I danni all'agricoltura, in cui la denominazione di qualità (doc o dop) delle albicocche rischia di non arrivare anche per colpa del nucleare. 3. Il turista che non si ferma perché scopre che esiste un cimitero nucleare in zona, ha paura delle radiazioni e soggiorna altrove. 4. Tutte quelle persone invisibili che hanno perso i propri cari per le malattie non documentate dalle indagini epidemiologiche spesso evase dalle nostre istituzioni. E cosa pensa di questa forma di “democrazia partecipata”? «La democrazia partecipata, se fosse reale, dovrebbe essere applicata in tutte le fasi gestionali dell'Amministrazione, soprattutto per la questione nucleare ed ambientale, per il mega villaggio progettato a mere, opere, servizi ecc. Aggiungo, in proposito, che l'Amministrazione non ha mai risposto a una richiesta di No scorie per creare un Tavolo di sostenibilità ambientale aperto alle associazioni, partiti e cittadini, in cui discutere le questioni che interessano lo sviluppo e la tutela del territorio». Secondo voi, dunque, quale è la strada?«E' importante cominciare a tutelarci da un punto di vista della sicurezza e della salute pubblica. Prima della “polpetta avvelenata” delle compensazioni, grazie a Mario Dimatteo (purtroppo defunto), il Comune si era impegnato a effettuare un biomonitoraggio sul territorio (del costo di poche migliaia di euro) e a seguire con uno scienziato di fiducia le operazioni di decommissioning. Cominciamo, dunque, a farci pagare i danni (non a farci compensare), per il nucleare (non voluto dai cittadini) e mandiamo via le barre di Elk River e i rifiuti del loro riprocessamento. Il sindaco dichiarò pubblicamente (in un faccia a faccia di campagna elettorale)che non avrebbe mai accettato altre scorie a Rotondella in cambio di posti di lavoro e soprattutto di compensi. Stupisce, però, che l'Amministrazione non abbia deliberato nel consiglio comunale un ordine del giorno per la restituzione agli Usa delle barre di Elk River della Trisaia, come richiesto dai Movimenti antinucleari del Metapontino, dalla Cia e dalla Coldiretti, anche se si tratta solo di un atto formale. Intende forse mantenere le barre e quindi il sito per ottenere le cosiddette compensazioni? L'Amministrazione è consapevole che rischia il sito unico provvisorio-definitivo previsto ancora dal decreto Marzano? Sembra troppo facile chiedere il sito unico agli altri, quando le comunità non lo vogliono e sarà difficile realizzarlo(come a Scanzano) e invece si rischia di tirarcelo addosso a causa della presenza delle barre di Elk River, della normativa vigente, e del fatto che i nuclearisti non hanno mai spostato l'attenzione dalla Basilicata. L'Amministrazione, inoltre, non parla più di riconversione del centro(dopo l'allontanamento delle barre e la sua decontaminazione)in facoltà universitarie o attività produttive o in un centro per l'idrogeno. Anche se dichiarano tutti di essere contro il nucleare, neppure parlamentari lucani e la Regione Basilicata hanno fatto qualcosa per realizzare una riconversione del Centro in attività utili al territorio.

FONTE: Il Quotidiano della Basilicata